REVIEWS FOR SPLIT BRETUS / BLACK CAPRICORN

- VERTICAL CHAMBER APPARATUS: http://verticalchamberapparatus.blogspot.it/2015/07/beware-haunter-and-hound-black.html

 

Italian doom acts Black Capricorn and Bretus have teamed up for a split 7” release that is almost as evil as it is heavy. Slow ominous riffs are the rule and both bands bring a fair-share of shadowy psychedelics to the proceedings, particularly Black Capricorn—a band that has been successfully quarrying elements from the dark underbelly of space rock over the span three excellent full-length albums. Bretus may not have spiraled as far down the rabbit hole as their fellow countrymen in terms of overt psychedelia and noise manipulation, but they have mastered the craft of composing engaging, hook-laden traditional doom metal that seems to get murkier and heavier with each successive release. Though officially released in 2015, Bretus’ Lovecraft indebted ‘The Shadow over Innsmouth’ (review HERE) was a 2014 favorite here at Vertical Chamber Apparatus.
 
Bretus’ contribution, “The Haunter of the Dark,” definitely has more in common with the dark sonic vibes that emanate from ‘The Shadow over Innsmouth’ as opposed to the varied, still excellent debut full-length ‘In Onirica.’ The tone for “The Haunter of the Dark” is set from the get-go with pouring rain, distant thunder, and the portentous tolling of a bell clanging gloomily at the fore. Clichéd? Perhaps, but who cares? It works perfectly with the ensuing auditory assault unleashed by Bretus. “The Haunter of the Dark” is classic sounding doom metal that could best be described as classic-era Trouble meets Germany’s Dawn of Winter. “Haunter” is a mid-tempo scorcher with enough heft to get the adrenaline flowing, yet still slow and atmospheric enough to remain foreboding. This is some of Bretus’ finest work to date.
 
 
Black Capricorn’s “The Hound of Harbinger God” is an entirely different abomination altogether. A rising tide of white noise engulfs the listener and as the swell reaches its bursting point the band settles into a slow, lysergic groove. Without a doubt, this is some of Black Capricorn’s strongest material. The liquid lead guitar playing—contributed by both Fabrizio "kjxu" Monni and Daniele Manca—seems to bleed through the cosmic aether and out of the listener’s stereo speakers. “The Hound of Harbinger God” is a trippy, stoned-out tune that burns with the intensity of a candle at a black mass before fading away, engulfed by the returning wave of white noise. 
 
Both bands put their best foot forward and pull no punches on this split release. “The Haunter of the Dark” finds Bretus further exploring horror and the macabre seemingly with ease and with great success. As much as I loved the band’s debut, ‘In Onirica,’ their current excursions are just as satisfying. Black Capricorn’s “The Hound of Harbinger God” is a dark trip that, at eight-and-a-half minutes, ends far too soon. Highly recommended split from these excellent, on-the-rise Italian doom acts…
 
 
IYEZINE: http://www.iyezine.com/black-capricorn-bretus-7-split
 
Semplicemente due tra le migliori band di musica pesante in Italia uniscono le loro forze e ci presentano una coppia di inediti davvero ottimi.
 
Sul lato A di questo sette pollici, stampato in trecento copie dalla The Arcane Tapes, ci sono i Bretus, macchine calabresi di sonorità doom classiche, con grandi composizioni che arieggiano la disperazione e il cantato davvero fuori dal comune dei Candlemass, ma oggi sono meglio di questi ultimi. La canzone si ispira ad un racconto dalle stesso titolo molto importante nella produzione lovecraftiana, ed è un ulteriore invito a leggere il Maestro.
Sul lato B le bestie di Satana sarde Black Capricorn, che si sono rivelati nel 2014 con “The Cult of Balck Friars” come uno dei migliori gruppi nel genere doom versante occulto. Le loro abrasioni sonore sono fuori dal comune e questo inedito li conferma come un gruppo che può suonare quello che vuole. The Hound of Harbinger God  è un pezzo di quasi nove minuti ipnotico ed iniziatore, basta seguirlo ed andarci dietro, non cercando la luce in questa bellissima oscurità.
Un sette pollici che regala enorme piacere e che fa vedere la bontà della scena italiana in quanto a musica oscura e pesante.
Una chicca.
 
 
- THE NEW NOISE: http://www.thenewnoise.it/bretus-black-capricorn-split/
 
Abbiamo sempre seguito con attenzione entrambi i protagonisti di questo split, due delle realtà più interessanti della scena doom nazionale che oggi si affrontano faccia a faccia su questo sette pollici prodotto dalla Arcane Tapes. I Bretus iniziano le ostilità e vanno dritti al punto, aprono il loro brano con un riff che si stampa in mente sin dal primo ascolto, colpiscono con una robusta dose di doom che guarda dritto in faccia ai maestri del genere (Candlemass su tutti) e appare circondato da una cappa di malvagità lovecraftiana, enfatizzata dal breve recitato e dalle atmosfere evocate dalla scrittura, al cui interno si distingue per dinamiche il lavoro della chitarra di Ghenes. Sul loro lato i Black Capricorn si gettano in un vortice magmatico che si avvolge come fumo lungo una spirale per ben nove minuti. A differenza dei compagni/rivali, i Black Capricorn dilatano il riffing e donano al brano un mood onirico, irreale nel suo trascinarsi dolente nella nebbia. Nonostante il comune amore per il doom, le due band procedono in modo diametralmente opposto nel reinterpretare gli insegnamenti dei maestri e nell’omaggiare un genere che non perde un briciolo del suo fascino, soprattutto quando affidato a celebranti dalle indubbie potenzialità come loro. Uno split per appassionati, quindi, ma non per questo un lavoro da prendere sotto gamba o trascurare, perché conferma le già evidenziate qualità delle due formazioni coinvolte. 
 
 
- SON OF FLIES: http://christianmontagna.blogspot.it/2015/10/recensione-black-capricorn-bretus-split.html
 
I cagliaritani BLACK CAPRICORN e i catanzaresi BRETUS sono due formazioni stabili nella scena doom metal italiana, forse culturalmente differenti dai gruppi blasonati del vecchio continente ma non meno validi se si ascolta attentamente il loro operato. Questi musicisti, in tal senso, rappresentano un punto di riferimento da non sottovalutare, un esempio concreto per stoppare i pregiudizi che si annidano in quegli appassionati che continuano ad osannare ciò che si produce oltreconfine. A dare man forte alla creatività sotterranea dei nostri ci pensa la rumena The Arcane Tapes, stessa etichetta di "In Onirica", il debutto dei calabresi uscito nel 2013. La musica qui proposta è un'immersione nell'oscurità dove le associazioni tra le linee mentali e le forze dell'ignoto assumono un valore decisivo. Le composizioni presenti nello split stampato su 7" (limitato a 300 copie) illuminano il riflesso degli interessi paralleli di entrambe le band. Oltre a questo bel dualismo sonoro/tematico, c'è da tenere in considerazione l'individualismo che insegue il loro spirito guida. Ho approfondito e apprezzato l'esposizione ritmica/atmosferica di "The Hound of Harbinger God" (Black Capricorn) e quella di "The Haunter of the Dark" (Bretus), perché sono convinto del fatto che le canzoni possiedano qualcosa di caratteristico e potenzialmente inarrestabile. La relazione tra competenza professionale e crescita artistica sta alla base delle buone prestazioni. Complimenti.
 
 
Abbiamo sempre seguito con attenzione entrambi i protagonisti di questo split, due delle realtà più interessanti della scena doom nazionale che oggi si affrontano faccia a faccia su questo sette pollici prodotto dalla Arcane Tapes. I Bretus iniziano le ostilità e vanno dritti al punto, aprono il loro brano con un riff che si stampa in mente sin dal primo ascolto, colpiscono con una robusta dose di doom che guarda dritto in faccia ai maestri del genere (Candlemass su tutti) e appare circondato da una cappa di malvagità lovecraftiana, enfatizzata dal breve recitato e dalle atmosfere evocate dalla scrittura, al cui interno si distingue per dinamiche il lavoro della chitarra di Ghenes. Sul loro lato i Black Capricorn si gettano in un vortice magmatico che si avvolge come fumo lungo una spirale per ben nove minuti. A differenza dei compagni/rivali, i Black Capricorn dilatano il riffing e donano al brano un mood onirico, irreale nel suo trascinarsi dolente nella nebbia. Nonostante il comune amore per il doom, le due band procedono in modo diametralmente opposto nel reinterpretare gli insegnamenti dei maestri e nell’omaggiare un genere che non perde un briciolo del suo fascino, soprattutto quando affidato a celebranti dalle indubbie potenzialità come loro. Uno split per appassionati, quindi, ma non per questo un lavoro da prendere sotto gamba o trascurare, perché conferma le già evidenziate qualità delle due formazioni coinvolte. - See more at: http://www.thenewnoise.it/bretus-black-capricorn-split/#sthash.u305kWwS.dpuf
Abbiamo sempre seguito con attenzione entrambi i protagonisti di questo split, due delle realtà più interessanti della scena doom nazionale che oggi si affrontano faccia a faccia su questo sette pollici prodotto dalla Arcane Tapes. I Bretus iniziano le ostilità e vanno dritti al punto, aprono il loro brano con un riff che si stampa in mente sin dal primo ascolto, colpiscono con una robusta dose di doom che guarda dritto in faccia ai maestri del genere (Candlemass su tutti) e appare circondato da una cappa di malvagità lovecraftiana, enfatizzata dal breve recitato e dalle atmosfere evocate dalla scrittura, al cui interno si distingue per dinamiche il lavoro della chitarra di Ghenes. Sul loro lato i Black Capricorn si gettano in un vortice magmatico che si avvolge come fumo lungo una spirale per ben nove minuti. A differenza dei compagni/rivali, i Black Capricorn dilatano il riffing e donano al brano un mood onirico, irreale nel suo trascinarsi dolente nella nebbia. Nonostante il comune amore per il doom, le due band procedono in modo diametralmente opposto nel reinterpretare gli insegnamenti dei maestri e nell’omaggiare un genere che non perde un briciolo del suo fascino, soprattutto quando affidato a celebranti dalle indubbie potenzialità come loro. Uno split per appassionati, quindi, ma non per questo un lavoro da prendere sotto gamba o trascurare, perché conferma le già evidenziate qualità delle due formazioni coinvolte. - See more at: http://www.thenewnoise.it/bretus-black-capricorn-split/#sthash.u305kWwS.dpuf
Abbiamo sempre seguito con attenzione entrambi i protagonisti di questo split, due delle realtà più interessanti della scena doom nazionale che oggi si affrontano faccia a faccia su questo sette pollici prodotto dalla Arcane Tapes. I Bretus iniziano le ostilità e vanno dritti al punto, aprono il loro brano con un riff che si stampa in mente sin dal primo ascolto, colpiscono con una robusta dose di doom che guarda dritto in faccia ai maestri del genere (Candlemass su tutti) e appare circondato da una cappa di malvagità lovecraftiana, enfatizzata dal breve recitato e dalle atmosfere evocate dalla scrittura, al cui interno si distingue per dinamiche il lavoro della chitarra di Ghenes. Sul loro lato i Black Capricorn si gettano in un vortice magmatico che si avvolge come fumo lungo una spirale per ben nove minuti. A differenza dei compagni/rivali, i Black Capricorn dilatano il riffing e donano al brano un mood onirico, irreale nel suo trascinarsi dolente nella nebbia. Nonostante il comune amore per il doom, le due band procedono in modo diametralmente opposto nel reinterpretare gli insegnamenti dei maestri e nell’omaggiare un genere che non perde un briciolo del suo fascino, soprattutto quando affidato a celebranti dalle indubbie potenzialità come loro. Uno split per appassionati, quindi, ma non per questo un lavoro da prendere sotto gamba o trascurare, perché conferma le già evidenziate qualità delle due formazioni coinvolte. - See more at: http://www.thenewnoise.it/bretus-black-capricorn-split/#sthash.u305kWwS.dpuf
 
- UTRAJE: http://ultraje.pt/review-bretus-black-capricorn/
 

Numa altura em que o doom e o stoner atingem níveis de popularidade que ameaçam extrapolar o bom-senso, é bom lembrar de onde vem o género: do mais profundo underground. Por isso, a editora romena The Arcane Tapes juntou dois dos mais promissores nomes da cena italiana e lança agora um tema de cada uma delas num split em vinil de 7”, limitado a 300 unidades, que cheira a peça de colecção e culto por todos os poros.

Os Bretus são uma espécie de Black Sabbath transalpinos, com um pé no rock e outro do stoner mas o coração bem no centro do doom mais místico e inspirado pelo imaginário de H.P. Lovecraft. “The Haunter Of The Dark”, a canção com quase sete minutos com que contribuem para este lançamento, baseia-se num riff muito decente e numa ponte para o refrão que mostra bem a admiração do quarteto pela banda de Ozzy Osbourne e Toni Iommi. O funeral doom metido a meio da faixa é uma refrescante variação e os Bretus parecem suficientemente talentosos e inteligentes para usarem todo o arsenal doom a seu favor. É material relativamente normal, mas que pode tornar-se um caso sério quando absorvido com a solenidade de um vinil e sem outras distracções. Os Black Capricorn são um caso ligeiramente diferente. Apesar de mais recentes que os parceiros de split (sete anos de carreira, enquanto os Bretus já levam sensivelmente o dobro), têm uma abordagem mais gravalhona, mais obscura e mais hipnótica. “The Haunter Of The Dark”, o tema com mais de oito minutos que apresentam neste registo, respira uma atmosfera psicadélica densa, distorcida e sufocante que bebe tanto da rica cena local dos anos 70/80 como da inevitável influência dos Electric Wizard. Ainda assim, apesar de usarem as influências bem à mostra, este trio que tem uma secção rítmica constituída por duas miúdas parece poder ter, quando comparado com o projecto que o acompanha nesta edição, um futuro mais promissor e um vinco mais orgânico na sua sonoridade. Ainda assim, são duas abordagens que se complementam e um split que tem tudo para ser de culto: boa música, bandas underground para conhecer (melhor) e uma edição limitada que lhe dá exclusividade. É disto que o doom se alimenta.

 

- LUPUS UNLEASHED: http://lupusunleashed.blogspot.it/2015/10/wns-lix-elm-street-black-capricorn.html

Limitowany do trzystu sztuk siedmiocalowy winyl ze splitem dwóch włoskich doomowych grup, które wypłynęły na fali odżywania grania pod lata 70te, a ostatnio zdobywających coraz większą popularność, składa się z zaledwie dwóch numerów. Z jednej strony to mało, z drugiej wystarczająco, by w pełni zabrać każdemu słuchaczowi kilkanaście minut z życia i ponownie skierować do świata Lovecrafta.

Strona A to utwór Bretusa "The Haunter of the Dark". Burza, złowrogie dzwony i ciężki riff wyrwany z lat 70, posępne, kapitalne surowe brzmienie, masywne solówki oraz duszny klimat doom metalu w stylistyce Candlemass czy Solitude Aeternus. Jeśli podobał Wam się album "The Shadow Over Innsmouth" tym utworem również będziecie zachwyceni. Tutaj Bretus naprawdę w pełni rozwija skrzydła. Znakomity kawałek.  Na stronie B czeka nas zaś utwór Black Capricorn, czyli "The Hound of Harringer God". Wejście przypomina to, co drzewiej tworzył Reverend Bizarre. Bardzo wolne, duszne tempo i gęste nisko strojone riffy. Gdy poprzednim razem pisałem o tej grupie, nie byłem porażony, ale miało w sobie to granie coś przyciągającego - tym utworem udowadniają, że Black Capricorn to zespół na który warto zwrócić uwagę.

Dwie różne, choć poruszające się po tych samych rejonach grupy i dwa potężne doomowe kawałki w najlepszym stylu - zagrane z wyczuciem, klasycznie i jednocześnie bardzo świeżo. Trochę smutno się robi gdy oba już się kończą, bo pamiętając na przykład split Black Rainbows z Farflungiem potrafię wyobrazić sobie jeszcze przynajmniej po jednej kompozycji od każdej. Tak jednak nie jest, pozostaje zapętlenie. Włosi udowadniają tutaj, że doom wciąż jest żywy, a sami nie tylko doskonale czują te klimaty, ale także potrafią nimi zachwycić tak jak kiedyś zachwycali twórcy tego gatunku, począwszy od zamierzchłych czasów Black Sabbath. 

 

 
- RIDE WITH THE DEVIL ZINE: http://www.theburningbeard.com/2015/08/through-smoke-and-darkness.html
 
One of the meanest splits so far this year, two Italian heavy weights cut loose with both barrels for a pairing surely made in the backroom at some virgin sacrifice no one knows about. First up on the album is Bretus with their track "Haunter of the Dark", a six and a half minute trudging doom opus that's not quite equal parts Black Sabbath and Type O Negative. After opening with some thunder and church bells, a snarling riff starts up and huge vocals make their presence felt, things meld and solidify more as slightly harsher vocals make their appearance well into the song. If you're familiar with their work, this one won't let you down. The flip side is all about Black Capricorn's crushing doom metal sound that they've made their name on. Droning riffs that drag themselves along to the pounding drum rhythms, with the only reprieve being a howling guitar solo in the second half. All of this with deep, powerful vocals presiding over the whole thing. Definitely the grittier of the two bands, they offer the perfect contrast to the relatively cleaner sound from Bretus. While it took a little looking to find a place to buy the split, it looks like you can grab it from the record label Arcane Tapes here.
 
- HARDSOUNDS: http://hardsounds.it/recensiones/11304
 
Questo è uno dei casi in cui non ci scagliamo a prescindere contro il vinile, inteso oggi da molti come moda, semplicemente perché la musica dei gruppi coinvolti giustificherebbe qualsiasi tipo di supporto. Soprattutto se poi le due tracce rimarranno solo su vinile e non verranno incluse in uscite successive, il lavoro che abbiamo tra le mani (in senso virtuale) assume anche un significato più profondo. Personalmente, poco importa che sia un disco limitato a 300 esemplari. Di base, si sfidano in amicizia, come una delle amichevoli pre-campionato cui stiamo assistendo in questo periodo, due pesi massimi del doom italiano. I Black Capricorn vanno a segno col loro acidissimo trip di otto minuti, orrorifico e luciferino quanto basta, in cui chiudere gli occhi può portare a serie crisi di ansia. Ma i Bretus recuperano subito le reti subite e con un pezzo che cambia ancora stile rispetto a quello squamoso e lovecraftiano di 'The Shadows Over Innsmouth', con un sound più classico e imponente, eppure subito riconoscibile Un quarto d'ora di vinilica contemplazione dell'oscurità, che lascia l'acquolina in bocca e ci spinge ad ascoltarci il resto della discografia dei gruppi coinvolti, che non è certo da meno. 
 
 
- PHANTASMAGORIA: http://phantasmagoriagr.blogspot.it/2015/08/black-capricorn-bretus-split.html
 
 Οι δραστήριοι Bretus προέρχονται από την Καλαβρία, όπου και σχηματίστηκαν το 2000 και οι συνοδοιπόροι τους στα σκοτεινά doom metal ηχοτοπία, Black Capricorn, με τους οποίους πρόσφατα μοιράστηκαν μια Split κυκλοφορία γεννήθηκαν το 2008 στο Κάλιαρι της Σαρδηνίας.
 
Το εν λόγω Split κυκλοφορεί από την underground ρουμάνικη δισκογραφική Arcane Tapes και περιέχει ένα κομμάτι από κάθε μπάντα συνολικής διάρκειας 15 λεπτών, ενώ συνοδεύεται από ένα μυστικιστικό και γεμάτο συμβολισμούς artwork, που κολακεύει τον occult αύρας ήχο του.
 
Η πρώτη πλευρά του Split ανήκει στους ταλαντούχους Bretus, οι οποίοι μας παρουσιάζουν ένα χορταστικό doom metal κομμάτι, που βρίθει ηχητικής ποικιλίας, καθώς τον παραδοσιακό doom χαρακτήρα του διαπερνούν αργόσυρτα heavy metal στοιχεία κι έντονα epic doom ψήγματα.
 
Τα traditional doom ηχοχρώματα κάνουν την εμφάνιση τους και στην δεύτερη πλευρά του Split, που ανήκει στους ανερχόμενους Black Capricorn, οι οποίοι διανθίζουν το παλιομοδίτικο doom μοτίβο τους με γενναία ρινίσματα drone αρώματος κι αναιμικές stoner πινελιές epic αισθητικής.
 
Ο παλιακός doom metal μανδύας του χορταστικού Split των Bretus και των Black Capricorn είναι επιτυχώς διανθισμένος με μοντέρνας υφής heavy ηχοτοπία, που αναδεικνύουν υπέροχα την 80's και 90's metal πνοή του και καθιστούν άκρως απολαυστικά τα εκρηκτικά του κομμάτια.
 
Εν ολίγοις, εδώ έχουμε να κάνουμε με ένα τίμιο κι άκρως διασκεδαστικό Split, που μας συστήνει ξανά στον αρχέγονο doom metal ήχο μες από την σύγχρονη ματιά των εξαιρετικών Bretus και τη βαριά κι αχαλίνωτα heavy υπόσταση των άκρως ελπιδοφόρων Black Capricorn. Εξαίρετο. 

 

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